Quando Holmes sbarca in Brasile

 

di Fabrizia Clerici

 

Rio de Janeiro, maggio 1886. Alle tre del mattino in un quartiere malfamato una giovane prostituta viene uccisa con gesti precisi e cruenti presso una discarica di escrementi. L'assassino, dopo un macabro rituale, si allontana suonando uno dei capricci di Paganini. All'Imperial Teatro di São Pedro de Alcântara nel frattempo "la sublime, l'unica, l'eterna" Sarah Bernhardt è acclamata al termine della rappresentazione della Signora delle Camelie. L'Imperatore del Brasile Pedro II, recatosi nel camerino dell'attrice per congratularsi, le accenna al furto di uno Stradivari. Dietro consiglio della Divina, Sua Maestà invita in Brasile il famoso detective Sherlock Holmes per indagare sul violino rubato.

Così si apre il romanzo "Un samba per Sherlock Holmes", che in un'accurata ricostruzione storico-urbanistica-sociale e culturale inserisce la coppia Holmes e Watson nello scenario brasiliano, tra visite a Palazzo, colti schiavi figli di re d'Angola, indigestioni e conseguenti coliche intestinali, violenti omicidi, risvegli della passione, spettacoli teatrali, case di cura per alienati, riunioni di intellettuali e artisti, obitori, ippodromi, candomblé (da cui il titolo originale del libro: "O xangô de Baker Street"). Per poi riaccompagnare il duo verso le nebbie inglesi, lasciando insoluto il caso, e anche un possibile amore, senza però aver tralasciato di mostrarci la vera natura di Sherlock Holmes e del dottor Watson: le sempre errate presunzioni - più che deduzioni - di un vanitoso detective per altro assai inesperto in amore, e l'inopportuno pressappochismo e l'inconsapevolezza di sé e del mondo di Watson, a cui nulla appare elementare. Jô Soares con ritmo e umorismo descrive la buona società carioca e le "fatiche" del bel mondo. Quanta Europa in questo Brasile di fine Ottocento: l'etichetta, i modi di dire, gli chef, le letture e le rappresentazioni teatrali, l'abbigliamento, tutto molto belle époque. I bohemien tropicali incrociano le proprie esistenze con personaggi storici, quali Sarah Bernhardt, Chiquinha Gonzaga, Olavo Bilac.

Ben costruito, divertente, dai risvolti gialli... ma non solo. Molti altri ingredienti possono sfuggire a una prima lettura, e tra questi la descrizione della condizione della donna nella Rio dell'epoca. Compaiono varie tipologie femminili. Le vittime: una giovanissima prostituta ubriaca che non si nega ad alcun cliente; una cameriera personale a Palazzo dalla vita tranquilla e riservata; e una giovane ragazza-madre sedotta e abbandonata che lavora come volontaria alla Roda per espiare l'abbandono del figlio neonato morto prematuramente. L'assassino le vuole belle e giovani, le sceglie guidato da una lussuria omicida. Per lui le donne sono il "simbolo della perversione dei costumi". E vanno, dunque, eliminate. Poiché fortunatamente almeno la morte è molto democratica, ci sarà una quarta vittima che non si può svelare, facente parte dell'alta società. Sempre vittime, anche senza un assassino, le schiave in vendita tra gli annunci economici del giornale: "vendesi una elegante e bella mucama (schiava nera che accompagnava la padrona, ndr) per convento o casa privata che ha molti pregi, età 18 anni, buona salute, denti perfetti, sa inamidare, cucire e tagliare modelli. Il motivo della vendita non sarà sgradito all'acquirente".

Le seduttrici: Sarah Bernhardt, primadonna piena di charme che passa da un trionfo all'altro, dalla vita sentimentale misteriosa, una Divina che vuole essere adorata, e lo è, e avere sempre una platea pronta ad ascoltarla, e ce l'ha. E la baronessa di Avaré, la favorita dell'Imperatore, ricca e giovane vedova annoiata e viziata, colta e ammaliatrice, per la quale tutto è un gioco e un capriccio. Diversamente dall'Imperatrice, che è furiosa per i tradimenti del marito. A volte le donne semplicemente non esistono, come per Holmes, che di pregiudizi non ne ha molti sull'argomento, forse perché tale argomento lo ha ignorato per tutta la vita. E in Brasile riesce a dare libero sfogo a qualche senso: mangia di tutto e in abbondanza, si toglie i pesanti abiti europei, si lancia in un travolgente duo al violino, si abbandona alla cannabis, e anche al primo innamoramento e alla prima saudade... ma non alla passione. L'attrice Anna Candelária mulatta dagli occhi verdi fa innamorare perdutamente l'investigatore, che l'ha salvata in extremis dall'assassino. Nonostante il suo amore franco e spontaneo per Holmes, e dopo ben tre tentativi di unirsi a lui, parecchio divertenti per chi legge, molto meno per la povera Anna, il detective se ne tornerà a Londra con la sua inespugnabile verginità. Come a dire che preferisce tornare ai suoi morti, invece che abbandonarsi alla vita.

Ci sono poi Esperidiana, la moglie del commissario di polizia di Rio, attraente e spiritosa, che mentre lava i piatti e sta ai fornelli dà preziosissimi suggerimenti agli investigatori per la risoluzione del caso. Il suo acume è lodato dal marito e dallo stesso Holmes, ma il suo posto è inevitabilmente in cucina. E Chiquinha Gonzaga, compositrice e pianista, "giovane donna che frequentava solo compagnie maschili e aveva avuto l'ardire di piantare due mariti. Lo scandalo aveva scioccato nobili e borghesi". La sua capacità deduttiva circa l'assassino è alquanto malvista dal commissario di polizia, che cerca di vendicarsi, ottenendo solo altre prove dell'ingegno della donna. La sagacia psicologica di Chiquinha Gonzaga, come di Esperidiana, compaiono più volte nel corso del libro. Non voglio affermare che le donne abbiano più intuito o sappiano condurre meglio le indagini, ma solo che il commissario fa meno fatica ad accettare l'aiuto di un pazzo sanguinario rinchiuso in manicomio sulla soluzione del caso piuttosto che i consigli di una donna emancipata e di talento. Visto che i due inglesi hanno deciso di non farsi mancare niente (o quasi) durante il loro viaggio brasiliano, anche loro avranno un breve momento di "femminilità": Sherlock Holmes travestito da gitana che danza col comandante della nave e Watson mentre incarna un diavolo femmina durante un candomblé, e in trance arriverà quasi a rivelare il nome dell'assassino.

Mi piacerebbe dilungarmi sulla professione dell'assassino e sul futuro che lo attende, ma non si può. Un giallo è un giallo, e la sorpresa è fondamentale. Anche se in questo caso specifico, il divertimento alla lettura è assicurato in ogni pagina e non si ha poi tanta fretta di giungere alla fine del libro per scoprire l'identità del serial killer.

 

Jô Soares, Un samba per Sherlock Holmes - Einaudi tascabili - 2001 - £17.000 - €8,78