CACCIA GROSSA

 ElectroBrasil, una breve esplorazione

   

di Giangiacomo Gandolfi

   Chissà, forse qualcuno dei nostri lettori leggendo ripetutamente di nomi esotici e futuristici del dancefloor brasiliano avrà inarcato leggermente le sopracciglia. Insomma: DJ Dolores, chi era costui? In fondo non sono mica artisti che si ascoltano ad ogni angolo di strada... 

Per ovviare all'inconveniente e a un certo elitarismo di fondo che potrebbe trasparire dalle pagine delle nostre recensioni, ecco a voi una guida (assolutamente parziale) per farsi una cultura lampo nel settore, armati del solito client per mp3 e della solita cyber-pazienza (in caso di congestione della rete). La scena della musica elettronica brasiliana è molto vasta e frastagliata, e oltretutto sembra che i brasiliani stessi non abbiano affatto digerito questa nuova tendenza: sul mitico Cliquemusic, sorta di vangelo virtuale dei patiti di Mpb, le recensioni dei lettori sono sempre al ribasso quando si tratta di questo genere. Quindi accontentatevi di pochi nomi "sicuri" e collaudati. L'essenziale in un settore in continuo mutamento ed espansione e dai confini non nettamente definiti.

Cominciamo con gli artisti più citati e unanimemente considerati al top. Suba è un po' il padre storico del genere, anche se parlare di storia è sicuramente esagerato. Ha prodotto lavori di frontiera per Marina Lima e Edson Cordeiro, ma ha all'attivo un solo cd a suo nome (più un omaggio postumo: è morto due anni fa). Potete scaricare, per farvi un'idea delle atmosfere del croato trasferitosi a Sampa, il classico "Felicidade" (interpolazione jobiniana), "Sereia" e "Samba do gringo paulista", quest'ultima un esempio particolarmente riuscito di etno-techno.

A seguire, dirigete senza esitare i vostri mouse su DJ Patife, leader ormai incontestato del movimento "Drum'n'Bass brazuca", artista di punta della Sambaloco (sottoetichetta della Trama). Qui la scelta è davvero obbligata: le sue collaborazioni con la cantante Fernanda Porto sono assolutamente memorabili, dei veri e propri landmark del genere. "Sò tinha de ser que vocé" e "Sambassim" potreste perfino averli già ascoltati alla radio o in qualche club italiano. Già che ci siete, con una fava prendete due piccioni e rifornitevi anche di "Pra vc lembrar", parceria con un altro artista del momento, anche lui infatuato dell'elettronica: Max de Castro.

Ora potete scegliere una pausa rilassante, con l'elettronica che incontra il vintage più classico. Andate sul sicuro e cercate i celebrati BossaCucaNova, un concentrato di energia ritmica modernissima ed eleganza retro. Nell'abbondanza che la rete generalmente offre per questo gruppo potete selezionare "Falsa Baiana", con la bella voce di Paulinho Moska, "A morte de um deus de sal" con la frizzante chitarra d'annata di Roberto Menescal in primo piano e "Samba de uma nota sò", ovvia ma efficace contaminazione bossa-elettronica.

Sempre sul versante "soft" del samba digitale, è il caso di esplorare qualcosa del pernambucano Otto, un olandesone di tendenza dagli occhi azzurri e dal groove micidiale, già con i Mundo Livre: il suo "Bob", con la voce di Bebel Gilberto, è già un classico. E' il momento dei DJ, e dei ritmi più serrati da rave party: DJ Marky, molto apprezzato a Londra, lo trovate in compagnia dei Drumagick in "Ai Maluco", un notevole successo delle piste da ballo intriso di brasilidade. Di DJ Dolores, ora alla ribalta con la sua elettronica nordestina, si trova pochino, solo un vecchio "Maquina da Morte", tanto per farsi un'idea. Cercate anche voi, magari sarete più fortunati.

Sulle stesse coordinate naviga DJ Mau Mau con gli MJ4: "Capoeira" è un buon campione dei suoi lavori. Restano fuori alcuni nomi importanti, che consiglio di tentare ad intervalli regolari, nella speranza che qualche utente li introduca prima o poi nel circuito degli mp3 accessibili: i BPM, che hanno prodotto due lavori molto interessanti e musicalmente ricchi, Rica Amabis, molto attivo in area paulista per l'etichetta YBrasil, e gli Anvil FX. Da tenere d'occhio anche DJ Mad Zoo (già Technozoide), con un'uscita recentissima e pregevole, il cd "Bad Innonsense" che inaugura un inedito filone trip-hop nella scena musicale brasiliana.