Nel segno di Ayrton Senna

 

 

 

di Marina Beccuti

Sono passati sette anni e mezzo dalla tragica fine di uno dei più grandi campioni della storia brasiliana, Ayrton Senna, il quale non fu solo grande in pista, ma anche nella vita quotidiana, in cui non era l’idolo delle piste, ma solo un uomo. Non amò mai fare troppa pubblicità alla sua vita privata, con quella dignità tipica brasiliana, la sua la sentiva come una missione, vincere come aiutare i più poveri, senza bisogno di sentirsi un eroe. Era consapevole di essere stato baciato dalla fortuna, che l’aveva dotato di talento e ricchezza, per questo voleva dividere la sua gloria con la gente che invece non aveva nemmeno una dignità umana. Il Brasile era il suo orgoglio e la sua ferita, la bandiera alta nel cielo in segno di vittoria, esclusivamente per il suo popolo. Aveva negli occhi quella leggera tristezza che velava il suo volto sorridente e vincente, quel sorriso enigmatico che fu spento per sempre in quel tragico 1° maggio imolese del 1994, dove si chiuse la sua storia per aprirsi nella leggenda. Ebbe anche la fortuna nella sua breve, ma intensa vita, di avere persone importanti attorno, nella famiglia composta da madre, padre, un fratello, una sorella molto intelligente, che per disgrazia divenne vedova pochi anni dopo la sua scomparsa. Ayrton portava dentro di sé la tristezza di vedere tanti diseredati nel suo amato paese, così che l’impegno di aiutare la sua gente fu sposato dalla sua splendida famiglia, perché il sogno di Ayrton potesse rimanere eterno nei volti di quei bambini strappati ad un destino infame. Così nacque la Senna Promotion, oggi Ayrton Senna Institute, con a capo sua sorella Viviane e tanti collaboratori che condividono il suo desiderio. Ayrton era convinto che chiunque aveva un sogno lo doveva perseguire, oguno di noi può essere in vincente, basta crederci e averne le opportunità. E’ proprio quello che l’associazione vuole promuovere, dare la possibilità ai giovani cittadini brasiliani di cimentarsi nella scuola, nell’arte, nella cultura, nello sport, per poter far emergere quel “campione” che vive in ognuno di noi. Le attività sono dislocate in varie parti del Brasile, dal Rio Grande do Sul, allo Stato di San Paolo, proseguendo per altre zone, con la speranza di estendersi negli anni in tutto il paese. Uno dei metodi usati nelle scuole legate all’IAS è quello di Don Bosco, che creò i salesiani e tolse dalla strada molti ragazzi disadattati, dando loro l’opportunità di avere una vita più dignitosa. L’Istituto ha trovato varie partnership internazionali come la Microsoft, la Gateway e la Audi, per citare alcuni dei gruppi più importanti. Ad esempio con la Microsoft si è creato un programma di alfabetizzazione all’informatica, all’uso di Internet e alla possibilità che crea il mezzo per lavorare. Per chi si occupa di danza, la cui scuola di formazione della IAS si trova a Fortaleza, ha avuto l’opportunità di avere la collaborazione addirittura della mitica scuola del Bolscioj di Mosca. Nel Rio Grande do Sul ci si occupa di salvaguardia del territorio, come ad esempio un migliore sfruttamento delle risorse idriche. Non passa certamente in secondo piano il problema sanitario e alimentare, dove si insegnano le piccole regole base per rendere ad esempio l’acqua potabile, dove in molte zone non lo è ed è una delle principali cause della mortalità infantile. Per i giovani è necessario socializzare e comunicare, così è importante praticare sport e imparare anche a fare informazione, questo serve anche a scoprire nuovi talenti nelle varie discipline sportive e istruire futuri giornalisti più attenti al problema dell’informazione. Oltre a creare redazioni di giornali, gestite direttamente dagli studenti, è nata anche una radio, la Mocoronga, in cui gli studenti s’improvvisano cronisti intervistando spesso personaggi famosi brasiliani. Un altro interessante progetto è legato ai bambini malati, spesso di tumore, costretti a vivere per molti mesi in ospedale, lontani dalle famiglie e sofferenti fisicamente. Così è nato il Senninha Therapeutic Toy Library, a San Paolo, dove questi piccoli sfortunati hanno a disposizione uno spazio giochi, dove poter dimenticare le loro angosce, giocando e sognando. Non poteva mancare anche il progetto di realizzare delle case di accoglienza per i bambini abbandonati, la prima è nata a Recife nel ’99, mentre nel 2000 ha visto la luce anche una a Brasilia, e ne sono in progetto altre. Questi luoghi hanno la caratteristica di essere allegri e armonici, dove i ragazzi possano trovarsi a loro agio e sentirsi protetti, ci sono aree giochi, sport, educazione, più ambulatori per controllare la salute e laboratori per imparare dei mestieri. Dal 1998 è nato anche l’Ayrton Senna Grand Prix of Journalism, il cui obiettivo è riconoscere un premio a quei giornalisti che si sono distinti per aver redatto articoli riguardanti i problemi dell’adolescenza ed infanzia, con annesse le possibili soluzioni del profondo problema. La stessa Viviane Senna si è fatta carico del problema di trovare un pool di avvocati che aiutino a risolvere le cause giuridiche riguardanti le violazioni sui minori. Non poteva mancare un sito internet, interattivo, dove poter monitorare le varie iniziative della IAS. Che è www.senna.com.br in cui si trova anche tutta la storia della carriera di Ayrton. Senna, che non ci fa più eccitare durante i suoi giri mozzafiato, ma continua a vivere nel cuore di tutti quei bimbi che in nome suo possono sperare di avere una vita dignitosa in un paese difficile, ma ricco di umanità e risorse.