Gemellaggio Torino - Campogrande

 

 

 

di Marina Beccuti

 

        TORINO, 29 maggio 2002

   Torino, per la prima volta nella sua storia, si è gemellata con una città brasiliana. Si tratta di Campogrande, capitale del Mato Grosso do Sul, un milione circa di abitanti, contornata da una folta riserva naturale. La cerimonia d’investitura è stata seguita via internet dai rappresentanti dei due comuni grazie ad una web-cam che ha messo in contatto la delegazione piemontese a Campogrande, rappresentata dal vicesindaco Marco Calgaro, col palazzo municipale sabaudo, dove a fare gli onori di casa era il presidente del consiglio comunale, Mauro Marino.

Il gemellaggio è stato fortemente voluto, dopo anni di trattative con l’amministrazione locale, dall’associazione "Oasi", presieduta da un intraprendente quanto coraggioso prete salesiano, don Aldo Rabino, conosciuto nell’ambiente cittadino non solo come sacerdote e insegnante, ma anche come cappellano del Torino Calcio. Il gruppo Oasi opera dal 1969 in Brasile, dove sbarcò a Curumbà, sempre in Mato Grosso, per aiutare i malati di lebbra. Come prima opera, il gruppo costruì un lebbrosario per curare la terribile malattia che da noi sembra remota e viva solo nei libri di storia, mentre in realtà in alcuni paesi è una terribile piaga senza cura. Grazie all’aiuto di alcune missionarie, sia laiche che religiose, è stata inoltre costruita una casa d’accoglienza per bambini indigenti, che non vengono strappati alle loro famiglie d’appartenenza, ma semplicemente accolti nell’istituto dal mattino alla sera per essere curati, lavati e nutriti per poi essere riaccompagnati a casa per dormire. 

Centinaia di bambini sono già stati strappati alla morte grazie alle cure adeguate che hanno loro consentito di sopravvivere. Oasi si occupa anche di adozioni a distanza: parecchie persone hanno già aderito all’iniziativa, tra le quali anche alcuni giocatori del Torino. Il gemellaggio si propone di lavorare sugli scambi culturali e sociali, attraverso i quali ottimizzare alcune opportunità di lavoro. L’Unione industriali torinese è interessata a insediare alcune unità produttive a Campogrande; al momento ha trovato spazio una società per la lavorazione del cuoio, visti i numerosi allevamenti locali di bovini. Torino porterà la sua esperienza nel campo della raccolta differenziata dei rifiuti, considerata un fiore all’occhiello della città. 

Un’altra collaborazione molto importante, da tempo in atto, è quella di alcuni atenei, soprattutto di Medicina, tra i quali si sono già effettuati importanti scambi di ricerca scientifica. Il prefetto di Campogrande, André Puccinelli, di origine toscana, a perfetto agio con la lingua italiana, ha dato il benvenuto agli italiani promettendo che nel prossimo novembre sarà egli stesso a rendere omaggio ai torinesi con la sua delegazione. Per l’arrivo a Torino delle massime cariche istituzionali di Campogrande saranno previsti alcuni eventi culturali e musicali, che suggelleranno ancor di più questa unione tra Italia e Brasile.

 

Per ulteriori informazioni consultare il sito dell’associazione "Oasi":

www.oasiomg.org