CACCIA GROSSA

Forromania da MP3, consigli per il "download"

 

 

di Giangiacomo Gandolfi

 

 

   In questi ultimi anni il Forrò ha conosciuto un vero e proprio momento di revival, spinto dai numerosi party universitari (è proprio il caso di dire "No forrò no party") e da vari progetti discografici di recupero e rivisitazione di una tradizione mai abbandonata, anche nei momenti di minore visibilità. Questo revival ha preso non a caso il nome di "Forrò Universitario" ed ha raggiunto i mercati internazionali grazie a uno degli ultimi lavori di Gilberto Gil, il celebrato "As cançoes de eu, tu, eles", e alle numerose contaminazioni di star come Mestre Ambrosio, Lenine, Mundo Livre S/A, Alceu Valença.

Sebbene in attenuazione (altre mode spingono per farsi spazio sul palcoscenico musicale brasiliano), il fenomeno ha una certa ampiezza e una buona fetta di mercato. Due parole sul Forrò: trattasi di uno stile prevalentemente rurale e ballabile, caratterizzato dall'uso di chitarra, sanfona (ennesima variazione dell'accordeon), percussioni varie (repique, triangolo, e via dicendo). L'origine è il sertão nordestino, quel mondo atemporale e ancestrale che Guimarães Rosa dipinse meravigliosamente nelle sue saghe interminabili. Naturalmente l'influenza afro è chiaramente percepibile, così come una certa inclinazione per la modalità e l'apertura sincretistica a elementi musicali eterogenei, che vanno dalla tradizione contadina europea (quadriglia, polka, schottish che diventa xote) al boogie-woogie americano.

Assumo che più o meno tutti conoscano i grandi nomi del passato, da Luiz Gonzaga a Jackson do Pandeiro a Joao do Vale a Dominguinhos (se non è così provate a recuperarli sui motori di ricerca dei vostri client per MP3, la scelta è vasta), e passo direttamente alla nuova leva, che offre parecchie chicche e nomi interessanti perlopiù sconosciuti al pubblico italiano. Uno dei gruppi di maggior successo è Falamansa, di cui vale la pena provare un assaggio scaricando il celebre "Rindo a Toa" e "Oh Chuva". L'inserimento di strumenti elettrici è qui molto discreto e rispettoso e il sapore contadino piuttosto incontaminato.

Xangaì è considerato una sorta di menestrello-trovatore, multistrumentista e cantante di grande qualità e collabora con nomi celebri come Renato Texeira e Geraldo Azevedo. Consiglio caldamente il suo "Rei do Sertao" con Alceu Reis al violoncello a dare un tocco di sofisticazione in più. Il testo, epico visto che racconta le vicende del famoso Virgulino Lampião e della sua amante Maria Bonita, è particolarmente interessante. A proposito di Lampião, va citato il Trio Virgulino di Maceiò che è un gruppo recente di discreto successo. Provate a digitare "O xote das meninas" o "Petrolina".

Per concludere questa parzialissima ricognizione (prendetela come un punto di partenza per l'esplorazione libera) segnalo uno dei conjuntos più stimolanti degli ultimi tempi, capace di ricreare lo stile in un contesto più urbano e elettrificato senza perdere di piacevolezza e ballabilità. Sto parlando dei Bicho de Pé (che sarebbe uno sgradevole parassita della sabbia simile alla zecca), caratterizzato da un approccio abbastanza pop-jazz e dalla bellissima voce (stile Marisa Monte) di Janaina Pereira. Imperdibile il loro "Nosso Xote" e molti altri brani del CD di esordio, tra cui "Anjo Tentador" (completo di fiati), "Pot-Pourri" (interpolazione dei classici "Ando Meio Desligado" e "Ovelha Negra" in omaggio ai Mutantes) e "Serà?".