"Ho  tre  grandi  amori:  il  forró,  la savana  e  Parigi"

Intervista a Nazaré Pereira

di Fabio Germinario

Discografia

(tradução em portugues)

Nata nel nord del Brasile, ma da anni residente a Parigi, Nazaré Pereira, non è tra i musicisti brasiliani più conosciuti in Italia, sebbene abbia alle spalle una carriera musicale di tutto rispetto. Forse perché a causa della sua lunga permanenza in Europa viene percepita come brasiliana a metà, forse per la difficile distribuzione dei propri dischi. Eppure due dei suoi brani più belli registrati all'inizio della carriera musicale, "Caixa de Sol" e "Maculelê" sono stati inseriti da David Byrne in una delle raccolte (Beleza tropical, in questo caso) che tanto successo hanno riscosso in Italia e tanto hanno contribuito a far conoscere la musica brasiliana nel nostro paese. Certo non si può dire che Nazaré sia uno di quei musicisti che assecondano le mode del momento, anche se nello scorso mese di ottobre ha lanciato il suo ultimo disco, "Brasil, Forró", dedicato a uno dei ritmi popolari, il forró, che in questo momento sta ottenendo enorme successo in tutto il Brasile. E pare cominci a riscuotere un certo interesse anche in Europa, considerato il buon riscontro ottenuto nei giorni scorsi in Francia dalla cantante, durante i concerti per la presentazione del disco.  

 
Un disco, il suo ultimo, interamente dedicato al forró e più in generale alle musiche del Nordest e del Nord, dove è nata. Perché questo omaggio alla sua terra a distanza di ormai diversi anni dal suo trasferimento in Europa?

Già fin dal mio primo disco ho inserito musiche del Nordeste, come O heiro da Carolina, Piza na Fulo, Desafio Nordestino e So Quero um Xodo. Voglio dire che la musica del Nordeste ha sempre fatto parte della mia attività musicale, ma ora ho sentito la necessità di fare un disco sul forró perché era un progetto che avevo in testa da molto tempo, anche se finora non avevo trovato produttori interessati. Ora ho incontrato Alain Normand che ci ha creduto, e il disco è nato.

Per quale motivo ha deciso di trasferirsi proprio a Parigi? Nel disco lei cita una canzone di Josephine Baker, e dice di sé che è nata nella savana, ma ama vivere a Parigi. Come riesce a conciliare questi due mondi apparentemente senza contatto?

Prima di diventare cantante, ho studiato teatro al conservatorio di Rio de Janeiro, e dopo aver frequentato i corsi di attore e di regìa sono venuta in Europa. Per l'esattezza in Francia, dove ho frequentato uno stage di perfezionamento di regia teatrale al Cuiferd (Centro internazionale di formazione e ricerche drammaturgiche) a Nancy, sotto la direzione di Jacques Lang che fu due volte ministro della cultura francese nel governo di Francois Mitterand. Nel 1971 tornai in Brasile e nel '72 rappresentai il Brasile in Equador al festival del teatro di Quito e là iniziai a cantare in un club francese. Quando nel '73 tornai a Parigi, cominciai a cantare nei locali brasiliani e solo nel 1978 incisi il primo disco, ma da allora e fino a oggi ho continuato a viverci. Nel mio disco cito la canzone J'ai deux amours  di Josephine Baker perché contiene somiglianze con il mio stesso cammino: sono nata nella foresta amazzonica (la mia savana) e abito a Parigi, che adoro. I due mondi sono differenti e lontani, ma è proprio in questo il fascino del mio percorso. E la conciliazione tra questi due mondi avviene attraverso la musica. 

Lei dedica questo disco a Luis Gonzaga, padre del forró, e al sassofonista Manuel Tenorio da Silva, quest'ultimo da lei definito suo padre musicale. Ci puo' parlare brevemente dell'importanza che questi due musicisti hanno avuto nella sua formazione artistica?

Quando mio padre (era lui Manuel Tenorio, ed era di origine italiana) morì, io avevo quattro anni, ma conservo alcune sue immagini: una di queste è mentre suona la fisarmonica (sanfona). Lui era sanfonista di forró e penso che sia questa una delle ragioni per le quali mi piace tanto questo strumento. Quanto a Luis Gonzaga, lui fu la persona che fece conoscere la sanfona e ha scritto le canzoni di forró più belle che esistono. 

Oltre a questi due musicisti, ha altri modelli musicali? E in caso affermativo, chi sono?

Oltre a queste due grandi figure, mi piacciono altri compositori e cantanti di musica nordestina, tra cui Zé Ramalho, Raimundo Sodre, Geraldo Azevedo, Elomar, Fagner, Nilson Chaves, ma anche autori più recenti come Lenine e Carlinhos Brown.

Quali sono, a suo parere, i nomi più interessanti dell'attuale panorama musicale in Brasile?

Sono un po' tradizionalista nel mio gusto musicale. Mi piacciono i vecchi autori, ma tra gli attuali apprezzo il lavoro di Chico Cesar, di Lenine, del gruppo Fala Mansa, Mastruz com Leite, e altri ancora. Sono parecchi, citarli tutti è difficile... 

E in Europa, quali i musicisti che stima maggiormente?

In Europa mi piacciono molto alcuni cantanti italiani (vado matta per la musica romantica), tra cui Paolo Conte, Eros Ramazzotti, Zucchero, e altri. In Francia sono rimasta a quelli classici come Charles Aznavour, Jacques Brel, Charles Trenet.

Da qualche anno, in Italia è sorto un certo interesse per le musiche latino-americane, e in particolare per quella cubana e brasiliana. Qual è l'interesse in Francia per la musica brasiliana?

La Francia dimostra molto interesse per la musica brasiliana, cosa che facilita molto il nostro lavoro.

Ha già qualche idea per il suo prossimo lavoro discografico? E pensa di continuare a incidere da sola, o le piacerebbe sperimentare qualche collaborazione, come spesso usano fare i suoi colleghi brasiliani?

Il prossimo progetto discografico è già pronto: sarò accompagnata da vari chitarristi e forse inviterò qualche amico a parteciparvi. Non ho ancora contattato nessuno perché il progetto è per la fine del prossimo anno.

Pensa che una delle sue prossime tournee toccheranno anche il nostro paese?

Adorerei venire in Italia a fare concerti, ma è molto complicato. Lì da voi non ho una persona che lavora per me, e per questo motivo mi faccio vedere molto poco. Se qualche impresario mi preparasse una tournee italiana, sarei molto felice di venirci.

Le immagini sono tratte dal sito ufficiale di Nazaré Pereira 

DISCOGRAFIA

1978 Nazaré
1979 Amazonia
1980 Natureza
1981 Nazaré Pereira a l'Olympia
1981 Boite a soleil
1985 Brasil a Toulouse
1985 Ses plus belle chansons
1988 Para Belem, ritmos da Amazonia
1989 Nazare' Pereira vol.1 & 2
1992 Thana-Kan
1993 Banda Nova
1994 Brasileira, tout simplement
2000 Carolina
2001 E' Brasil e' forró


(tradução em portugues)

"Tenho dois amores: o forró e Paris"

Entrevista a Nazaré Pereira

por Fabio Germinario

O disco, o seu último, inteiramente dedicado ao forró e mais em geral a música do nordeste. Porque esta homenagem a sua terra depois muitos anos da sua trasferência aqui na Europa?

Quando gravei meu primeiro disco ja coloquei algumas musicas do nordeste como: O Heiro Da Carolina, Piza na Fulo, Deafio Nordestino e So Quero um Xodo. O que quero dizer é que a musica do nordeste sempre esteve presente no meu trabalho musical mas agora senti a necessidade de fazer un disco com musicas de forro porque era um projeto que eu tinha na cabeça ha muito tempo mas não achava produtor que mostrasse interesse no assunto.Agora encontrei o Senhor Alain Normand que acreditou e financiou e o cd nasceu.

Qual motivo para você mudar para Paris? No disco você fala da canção de Josephine Baker dizendo de si que nasceu na savana, mas ama viver em Paris. Como consegue conciliar os dois mundos aparentemente sem ponto de contacto?

Antes de ser cantora, estudei teatro no Conservatorio do Rio de Janeiro e depois de formada nos cursos de atriz e diretora, viajei para a Europa (França) para fazer um estagio de aperfeçoamento de direção teatral no Cuiferd (Centre universitario international de formation et des recherches dramatiques) na cidade de Nancy sob a direçao de Jacques Lang que foi duas vêzes ministro da cultura na França no gonverno de Francois Mitterand, em 1971 voltei ao Brasil e em 1972 fui para o Equador representar o Brasil no festival de teatro na cidade de Quito e la comecei a cantar em um clube frances .Quando voltei a Paris em 73 comecei a cantar nos lugares brasileiros para e so em 1978 gravei o 1° disco e fui ficando e estou ete hoje em Paris. Quando falo da musicas J'ai deux amours de Josephine Baker é porque comparo com meu proprio caminho: eu nasci na selva amazônica (minha savana) e moro e adoro Paris. Os mundos são diferentes e distantes mas é ai que esta o charme da situação. A conciliação se faz atavez da musica.

Você dedica o disco a Luiz Gonzaga, pai do forró, e ao saxofonista Manuel Tenório da Silva, este de você definido como seu pai musical. Pode nos falar brevemente da importância que este dois músicos tiveram na sua formação artística?

Quando meu pai morreu eu tinha 4 anos mas quardo algumas imagens dele e uma delas era ele tocando acordeon (sonfona) Ele ere sanfoneiro de forro e acho que uma das razões que me faz gosrar tanto do instrumento (meu pai, Manuel Tenorio tinha origens italianas). Quanto a Luis Gonzaga, ele foi a pessoa que fêz conhecer a safona e escreveu as musicas mais bonitas que existe sobre o forro.

Além este dois artistas, você tem outros modelos no campo musical? no caso afirmativo, quem são?

Além desses grandes homens, eu gosto de outros compositores e cantores da musica nordestina como; Zé Ramalho, Raimundo Sodre, Geraldo Azevedo, Elomar, Fagner, Nilson Chaves e mais recentes como: Lenine, Carlinhos Brown, etc.

Quis são, na sua opinião, os nomes mais interessantes do actual panorama musical Brasileiro?

Eu sou um pouco tradicional no meu gôsto musical.Gosto dos antigos, entre os atuais gosto do tabalho do chico Cesar, do Lenine ,do grupo Fala Mansa, Mastruz com Leite e etc.. (Eles são muitos para citar todos è dificil)

E na Europa quais os músicos que você mais ama?

Na Europa gosto muito de alguns cantores italianos ( sou louca pela musica italiana romantica ) Paolo Conte, Eros Ramazzotti, Zucchero, e outros. Na França fico com os antigos Charles Aznavauox, Jacques Brel, Charles Trenet etc.

À uns anos na Itália nasceu interesse para as musicas latino-americanas, em particular para a cubana e brasileira. Qual o interesse na França para a música brasileira?

A França demonstra muito interesse na musica brasileira o que facilita muito nosso trabalho.

Já tem uma ideia para o seu próximo trabalho discográfico? Pensa de
continuar gravando sozinha ou vos-gostaria experimentar colaborações, como frequentemente fazem seus colegas brasileiros?

O proximo projeto de disco ja esta pronto, vou fazer acompnhada de varios guitaristas e talvez convide alguns amigos para participar comigo Ainda não entrei em contcto com nenhum deles porque o projeto é para o final do ano proximo.

Você pensa que numa das suas próximas tournées você vieira para nosso país?

Eu adoraria ir na Ialia para fazer varios shows mas é muito complicado. Não tenho uma pessoa que trabalhe para mim ai e por isso vou muito pouco. Conveça algum impressario para me preparar uma tournee italiana e eu ficarei muito feliz.